Il Decreto Sicurezza (DL 113/2018) è stato approvato dalla Camera. Ecco le principali modifiche in ambito edile.

Il Decreto Sicurezza è stato approvato in via definitiva dalla Camera. Ma quali sono le nuove introduzioni di tale decreto in ambito edile? Eccole qui:

  • notifica preliminare di cantiere da inviare al prefetto per i lavori pubblici;
  • sanzioni più severe per i subappalti illeciti;
  • piani di emergenza per impianti di stoccaggio rifiuti.

Analizziamo una per una queste voci.

Notifica preliminare di cantiere

Come ben sapete, il Responsabile dei Lavori è tenuto all’invio della notifica preliminare di cantiere in caso di presenza in cantiere di due o più imprese (anche se non contemporaneamente) o per cantieri le cui opere sono in mano ad un’unica impresa la cui entità presunta di lavoro sia superiore ai 200 uomini/giorno. La notifica preliminare viene inviata all’Asl e alla Direzione provinciale del lavoro prima dell’avvio del cantiere. Con l’approvazione del Decreto Sicurezza tale notifica andrà inviata anche al Prefetto ma solo in caso di lavori pubblici.

Subappalti illeciti

Il Decreto inasprisce le pene per i subappalti illeciti. Vengono innalzati i tempi di reclusione per chi concede in subappalto o cottimo le opere riguardanti la Pubblica Amministrazione. Prima era prevista una reclusione da 6 mesi ad un anno, adesso la pena è allungata da uno a cinque anni.
Vale lo stesso per il subappaltatore e l’affidatario dell’eventuale cottimo.

Piani di emergenza per impianti stoccaggio rifiuti

Il Decreto introduce la predisposizione di piani di emergenza interni ed esterni da parte di gestori di impianti di stoccaggio e di lavorazione dei rifiuti. Gli obiettivi del piano di emergenza interna sono:

  • minimizzare gli effetti sulla salute delle persone, dell’ambiente e dei beni in caso di incidente;
  • provvedere allo smaltimento dell’inquinamento dopo un incidente rilevante;
  •  informare i lavoratori ed i servizi di emergenza.

Il piano deve essere aggiornato ogni 3 anni ed i gestori degli impianti esistenti hanno 90 giorni per adeguarsi alla legge.
Il piano di emergenza esterna, invece, deve seguire le linee guida stabilite da decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri d’intesa con il Ministro dell’Interno, previo accordo sancito in sede di Conferenza unificata.

Per chi voglia approfondire la lettura del Decreto Legge, rimandiamo alla Gazzetta Ufficiale.